Ancora un sogno: il discorso di Berlusconi alle Camere

Ho di nuovo sognato. C'era un vecchio amico che si tirava fuori dalle difficoltà ricorrendo alla sua maggiore risorsa: una sincerità candida, con un bell'orgoglio e un notevole coraggio. Ecco il risultato. Onorevoli colleghi. Ho chiesto ai signori presidenti delle Camere di riunire le assemblee per comunicazioni del governo, e mie personali, della massima urgenza. Leggi I cazzotti di Repubblica
19 AGO 20
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Questa campagna di stampa è un'altra cosa. Ha quell'informalità selvaggia, e sprezzante del diritto individuale, che è tipica di certe ondate forcaiole che hanno attraversato il nostro paese negli ultimi vent'anni. Ho detto sul mio onore, e confermo, di non avere mai fatto sesso con minorenni, di non avere pagato per la soddisfazione di piaceri sessuali. Mi sono limitato a condurre uno stile di vita personale che, lo riconosco, è esposto alla malizia e alla cattiveria di chi mescola risentimenti privati e lotta politica, rancori e frustrazioni pubbliche con lo sfogatoio livido ad personam, l'attacco senza scrupoli persino all'integrità di un uomo nell'educazione dei suoi figli, quello che noi chiamiamo denigrazione sistematica e che gli anglosassoni chiamano uccisione in effigie, character assassination.
Avendo testimoniato la mia verità, ed essendo convinto di non poter essere persuasivamente smentito in alcun modo e da alcuno, respingo questa campagna scandalistica come un volgare ordito di insinuazioni malevole sulla mia privata condizione di uomo, e perfino sul mio stato di salute, che non è mai stato così buono nonostante qualche acciacco e molto malumore; e chiedo alla classe dirigente del paese di mettere da parte ogni tentazione, questa sì avvilente per le istituzioni, di sostituire alla lotta politica, anche la più aspra, la strategia del pettegolezzo e del colpo basso.
Non sarei del tutto sincero se non aggiungessi le mie scuse per eccessi e disinvolture che hanno contribuito a rendere possibile questa incresciosa situazione. Non me la caverò con la celebre battuta del presidente americano Grover Cleveland: "Gli americani sanno di non aver eletto un eunuco". Sono davvero rammaricato per aver cooperato oggettivamente, al di là di ogni mia intenzione specifica, al dipanarsi di questa campagna che tende a disonorare le istituzioni e il paese. E alle scuse deve affiancarsi una spiegazione. Il mio profilo privato è stato parte della mia discesa in campo nella politica italiana. Quel che ho fatto, nel bene e nel male, e quel che farò, dipende dal mio status anomalo di non professionista della politica. Mi mancano certe ipocrisie dell'uomo pubblico professionale, ma anche certe accortezze e sensibilità verso la tutela dell'apparenza istituzionale. La mia fedeltà alle istituzioni e il mio lavoro, non a chiacchiere ma nei fatti, per governare il paese e far funzionare il suo sistema politico e di decisione, questo è affare che riguarda il giudizio dei cittadini su di me e sulla cooperazione attiva, e senza ombre, con i miei ministri e con i parlamentari della maggioranza.
Da questo punto di vista intendo compiere fino in fondo il mandato che è stato affidato alla maggioranza, alla coalizione e al partito di cui sono il riferimento e la guida. Voltare pagina per il bene del paese è necessario. Credo che la parte maggiore dell'opposizione parlamentare lo comprenda. Credo che il passato dimostri come siano vani i tentativi di delegittimare chi riscuote il consenso degli italiani con mezzi impropri. Ma chi volesse tenere comunque aperto il capitolo opaco dei veleni e della maldicenza, senza tener conto del carattere limpido del mio comportamento, scuse comprese, deve sapere che in questa maggioranza e in questo governo, come nel suo presidente, c'è abbastanza orgoglio per respingere ogni ulteriore attacco e abbastanza umiltà per andare avanti con tenacia e spirito di servizio, senza affatto escludere di rimettere la decisione finale agli italiani che non vogliono rivedere la spazzatura nelle strade e nelle prime pagine della stampa tabloid.